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Archivio mediante categorie 'Banche'

Banche italiane

Spesso ci si domanda perchè le banche italiane siano resistite alla recente turbolenza finanziaria che ha visto molte banche fallire nel mondo.
Il presidente dell’Abi Corrado Faissola ha detto: “Non ho mai condiviso le affermazioni che il nostro sistema sarebbe rimasto marginale rispetto alla crisi perché obsoleto, le banche italiane hanno il 70-80% dei propri attivi impegnati in crediti nei confronti dei clienti, in particolare le piccole e medie imprese, contro il 40-50% della media europea, non c’era quindi lo spazio per titoli tossici, nei nostri portafogli abbiamo tanti attivi impegnati con le piccole e medie imprese e la crisi economica ha messo in difficoltà proprio quelle piccole e medie imprese con le quali abbiamo i nostri crediti”.
Proprio il tessuto industriale ed economico italiano ha fatto sì che le esposizioni bancarie nei confronti delle aziende siano un po’ diverse rispetto ad altre banche presenti in altri paesi.
Anche le attenzioni nell’erogare i finanziamenti è stato uno degli ingredienti per evitare gravi ripercussioni sui singoli istituti finanziari.
Alla fine l’oculatezza di alcune scelte e la capacità gestionale delle banche ha contribuito a limitare i danni.
Alcune banche sembrano essere uscite piuttosto bene dalla crisi anche se nella prima parte dell’anno alcune banche italiane quotate in borsa avevano perso anche il 90% rispetto alle quotazioni massime raggiunte negli ultimi anni.
Ora sarà interessante verificare quali regole e quali modifiche di carattere strutturale saranno applicate al sistema bancario per rendere il settore ancora più forte ed immune da alcune tipologie di crisi finanziarie.

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Conto corrente semplice

La Banca d’Italia ha dato indicazione per l’offerta di conti correnti bancari e di seguito si trova una sintesi delle indicazioni più significative.

Le banche possono offrire ai consumatori un “Conto corrente semplice“, il cui contenuto tipico è determinato ai sensi del presente paragrafo, in applicazione dell’articolo 117, comma 8, del T.U. I contratti denominati “Conto corrente semplice” non conformi alle condizioni previste dal presente paragrafo sono nulli secondo quanto previsto dagli articoli 117, comma 8, e 127, comma 2, del T.U. Il “Conto corrente semplice” è un contratto disegnato sulle esigenze di base dei consumatori e consente di usufruire, verso il pagamento di un canone annuo fisso, di un rapporto di conto corrente che prevede un numero determinato di operazioni di scritturazione contabile e di servizi. Il numero viene stabilito dalla Banca d’Italia sulla base di un accordo tra l’Associazione Bancaria Italiana e la maggioranza delle Associazioni facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) ed è allegato alle presenti disposizioni.
Il canone annuo onnicomprensivo dovuto dal consumatore e il tasso di interesse creditore sono fissati liberamente dalla banca. Nessuna spesa, onere o commissione può essere addebitata dalla banca al cliente in relazione al conto, all’infuori del predetto canone e degli oneri fiscali previsti dalla legge.
L’Indicatore Sintetico di Costo (ISC) del “Conto corrente semplice” è sempre pari al canone annuo di base.
L’informativa periodica avviene su base almeno trimestrale e i relativi costi sono inclusi nel canone annuo.
Nell’offrire il “Conto corrente semplice” le banche possono prevedere due distinte offerte a seconda che le operazioni siano eseguite allo sportello ovvero online.
Resta ferma l’applicazione anche al “Conto corrente semplice” di tutte le disposizioni di legge rilevanti in materia di operazioni e servizi bancari, nonché della disciplina di trasparenza di cui al presente provvedimento.

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Trasparenza bancaria

Tra le recenti regole di trasparenza bancaria si segnala che la Banca d’Italia ha fatto sì che le banche e gli intermediari abbiano un rapporto migliore con i clienti ad esempio inviando le comunicazioni alla clientela con caratteri più chiari e con il contenuto delle frasi semplici e facilmente comprensibili anche per persone non esperte del settore.

Quindi non si dovranno più vedere clausole importanti scritte in fondo ai fogli informativi con caratteri difficilmente leggibili a causa della loro piccola dimensione.

Queste sono alcune delle indicazioni di Banca d’Italia emanate con le nuove disposizioni sulla “delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari per la correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti“.

Come principali strumenti di trasparenza vengono indicati:

  • forme di pubblicità su tassi, prezzi e altre condizioni contrattuali praticate per le operazioni e per i servizi e sui principali strumenti di tutela previsti in favore dei clienti (sez. II);
  • requisiti di forma e contenuto minimo dei contratti (sez. III);
  • forme di tutela nei casi di variazione delle condizioni contrattuali e
    comunicazioni periodiche idonee a informare il cliente sull’andamento del
    rapporto contrattuale (sez. IV);
  • regole specifiche per il caso di impiego di tecniche di comunicazione a distanza (sez. V);
  • requisiti organizzativi volti a presidiare i rischi legali e di reputazione degli intermediari attraverso il mantenimento di rapporti trasparenti e corretti con i clienti (sez. XI).
    Alcune previsioni delle presenti disposizioni si applicano esclusivamente nei
    rapporti con i consumatori o con i clienti al dettaglio. La qualifica di “consumatore” o di “cliente al dettaglio” dei singoli clienti viene rilevata dagli intermediari prima della conclusione del contratto. Successivamente alla conclusione del contratto gli intermediari sono tenuti a cambiare la qualifica del cliente, qualora ne ricorrano i presupposti, solo se questi fa richiesta.

Tra i principi generali:
Le informazioni previste ai sensi delle presenti disposizioni sono rese alla clientela in modo corretto, chiaro ed esauriente nonché adeguato alla forma di comunicazione utilizzata e alle caratteristiche dei servizi e della clientela. In applicazione del principio di proporzionalità, la disciplina si articola secondo modalità differenziate in relazione alle esigenze delle diverse fasce di clientela e alle caratteristiche dei servizi.
La disciplina sulla trasparenza presuppone che le relazioni d’affari siano improntate a criteri di buona fede e correttezza.
Essa, inoltre, si affianca alle disposizioni previste da altri comparti dell’ordinamento in materia di trasparenza e correttezza dei comportamenti nei confronti della clientela. Nello svolgimento delle proprie attività gli intermediari considerano l’insieme di queste discipline come un complesso regolamentare integrato e curano il rispetto della regolamentazione nella sua globalità, adottando le misure necessarie. Vengono in rilievo, ad esempio, le norme concernenti la distribuzione di prodotti di altri settori (mobiliare, assicurativo, ecc.), le clausole vessatorie nei contratti dei consumatori, la pubblicità ingannevole e le pratiche commerciali scorrette nonché la commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori, il commercio elettronico, il recesso dai rapporti di durata, l’estinzione anticipata dei mutui immobiliari e la portabilità dei finanziamenti.

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Fallimento banche

Questo mese è fallita per la novantaduesima volta una banca americana durante quest’anno.
La Corus Bank chiude in seguito a quanto stabilito dalle autorità americane e MB Financial Bank rileva parte della banca ovvero i depositi e parte degli asset.
Questo mese prima della Corus Bank erano fallite già la Vantus Bank di Sioux City in Iowa, InBank di Oak Forest in Illinois, Platinum Community Bank di Rolling Meadows in Illinois, First Bank di Kansas City in Missouri e First State Bank di Flagstaff.
Corus Bancshares era una delle principali banche specializzate nei finanziamenti immobiliari e dei mutui bancari.
I fondi della Fdic a cause di queste situazioni stanno diminuendo a livelli simili di quelli del ‘92.
Nonostante l’economia stia dando segnali evidenti che la crisi è alle spalle e il mercato immobiliare non soffra come alcuni mesi fa, alcuni danni strutturali ad alcune banche forse non hanno consentito di superare questo periodo delicato, forse l’ultima fase di difficoltà.
Non è da escludere che il numero delle banche fallite in america non possa aumentare nei prossimi mesi visto la media aritmetica relativa l’anno in corso di circa 10 banche fallite al mese, un numero difficilmente immaginabile per la cultura finanziaria degli italiani.

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Crisi bancaria

Loenzo Bini Smaghi è un componente del board della prestigiosa BCE e recentemente ha affermato che: “La exit strategy di politica monetaria sarà definita sulla base dell’obiettivo primario: la stabilità dei prezzi. Su questo fronte, la stabilità finanziaria può essere solo un obiettivo secondario” e che “non è compito della banca centrale continuare a fornire liquidità agli istituti finanziari che non saranno capaci di stare in piedi da sole, una volta che la crisi sarà passata. E’ responsabilità delle autorità di sorveglianza, e in definitiva del Tesoro, affrontare i problemi di queste banche il prima possibile, attraverso ricapitalizzazioni e ristrutturazioni, se necessario, ed assicurare che tutte le banche nelle loro giurisdizioni possano stare sulle loro gambe anche senza gli interventi della banca centrale”.
E’ evidente infatti che questa ultima crisi economica è stata piuttosto violenta e complicata da gestire ma sembra ancora più evidente che le difficoltà non possono essere sempre tamponate nel tempo e pertanto le banche prima o poi dovranno essere indotte ad essere patrimonialmente forti per non creare problemi finanziari simili a quelli che stiamo vivendo con il rischio di un disastro finanziario se non ci fosse stato l’intervento delle autorità monetarie di tutto il mondo e dei vari governi pronti a concertare azioni a protezione del sistema economico ed in particolare delle banche.

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Accesso al credito

Al Lingotto davanti a mille dirigenti di banca il presidente del Consiglio di gestione, Enrico Salza ha detto che “Intesa Sanpaolo non lascia soli i clienti e gli imprenditori che dimostrano di credere e che investono nelle proprie aziende. Ma sia chiaro che non rinunciamo a tener fermo il principio della corretta valutazione del merito di credito“.
Banca Intesa Sanpaolo è pronta a garantire liquidità alle imprese e per fare ciò appare evidente l’importanza di salvaguardare tutti fornendo la liquidità a chi può successivamente restituire il finanziamento erogato.
Quindi la valutazione della bontà del credito è un elemento centrale di una buona banca. Non si può consentire con facilità di erogare finanziamenti con la consapevolezza di un difficile rimborso nel tempo, in questa maniera nel giro di poco tempo molte banche cadrebbero in difficoltà molto pesanti con il rischio anche di fallimenti bancari.

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Tassare le banche

Secondo uno studio effettuato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali le banche durante quest’ultima crisi finanziaria hanno creato alcuni rischi non indifferenti al sistema economico e finanziario mettendo a rischio l’intero sistema.
In base a ciò la Bri pensa al futuro e a come evitare certe situazioni che destabilizzano il sistema e che possono creare effetti e dimensioni imprevedibili.
Una delle soluzioni pensate dalla banca centrale delle banche centrali è quella di fare contribuire le banche in maniera più consistente alzando il livello delle tasse in relazione al rischio che il sistema bancario può creare al sistema finanziario ed economico.
Se si va infatti a vedere l’entità economica finora messa a disposizione dai governi e dalle banche centrali dei principali Paesi si può notare come le risorse utilizzate siano state particolarmente elevate e come il sistema bancario non sempre abbia potuto provvedere autonomamente a tutte le banche in difficoltà alcune delle quali sono state salvate con ingenti risorse finanziarie ed altre sono state liquidate o fallite.

Ormai non si può più tornare indietro e pertanto occorre regolamentare il sistema finanziario e quello bancario imponendo l’osservazione di standard più rigidi a tutela del sistema bancario, economico e dell’intera società.

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Banca Fideuram

La finanziaria Exor – ex Ifil, la holding di partecipazioni controllata dalla famiglia Agnelli – intende acquisire dalla Banca Intesa San Paolo l’80% della banca Fideuram. Da questa operazione Banca Intesa Sanpaolo può generare una plusvalenza di un miliardo di euro con una valutazione di Banca Fideuram di 3,8 miliardi di euro.
“E’ un dossier come altri. Exor farà le sue valutazioni di interesse. Allo stato non c’è nulla da aggiungere”, questo è ciò che è stato detto da un portavoce di Exor.
Da una nota da parte di Intesa Sanpaolo guidato da Passera si legge: “Intesa Sanpaolo conferma che si attende un ulteriore rafforzamento dei propri coefficienti patrimoniali proveniente da operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche, tra cui Banca Fideuram“.
Senza dubbio la cessione di Banca Fideuram libera alcune risorse al momento importanti per l’istituto bancario potendo diminuire sensibilmente l’emissione dei Tremonti bond o addirittura evitare di emetterli.
Saranno settimane importanti per stabilire le strategie più adeguate da seguire per Intesa Sanpaolo.

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